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Medicina del dolore e cure palliative al centro dell'attenzione in un Convegno di due giorni

Nei giorni 10-11 maggio si è tenuto a Milano, nella prestigiosa sede del "Sole 24ore", un convegno dedicato alla legge 38/2010.

La parte iniziale dell'incontro, magistralmente introdotta da Pierluigi Canonico, è stata dedicata alla presentazione dei progetti di sviluppo dell'azienda ospite, la Grünenthal. I due interventi del top management aziendale hanno chiarito cosa c'è nella pipeline di casa madre, che ha sede ad Aachen (Germania) e quali sono le progettualità di crescita della filiale Italiana. Poi, alla presenza di oltre 200 partecipanti, la moderazione delle 2 tavole rotonde iniziali è stata affidata alle cure attente e professionali di Maria Concetta Mattei, nota conduttrice televisiva che, da par sua, ha saputo mantenere viva e costruttiva la discussione. I partecipanti alle due tavole rotonde, tutti professionisti di riconosciute capacità, hanno affrontato il tema rispecchiando la loro storia e la loro personalità, e non avrebbe potuto che essere così. Nella prima parte, soprattutto dedicata alle cure palliative, sono stati messi in luce molti dei pregi della legge 38/2010. Qualcuno ha ancora dubitato della opportunità di separare la Medicina del Dolore dalle Cure Palliative ma, in generale, a quella legge è stato riconosciuto il merito di aver obbligato (finalmente) tutte le Regioni Italiane ad attivare una ottimale rete di Hospice e Cure Palliative. Ancora una volta è emerso come la assistenza domiciliare, che dovrebbe rappresentare una parte cruciale delle cure palliative, sia ancora lontana dall'essere attivata, soprattutto in alcune Regioni. Di certo, però, quella legge ha rappresentato uno stimolo importante anche in quella direzione e la interazione fra le onlus che rappresentano i pazienti, i professionisti della salute e i vari sistemi sanitari regionali riusciranno (con tempi molto diversi) a far sì che lo spirito della legge venga rispettato.
Nella seconda tavola rotonda si è parlato della Medicina del Dolore, campo nel quale esistono delle oggettive problematiche che saranno di difficile soluzione, nonostante la legge 38/2010. Di certo, questo strumento legislativo ha aiutato nel cominciare a porre le problematiche. Grazie a esso, sarà difficile (direi impossibile) ignorare le differenti necessità dei malati affetti da dolore, i quali rappresentano di per sé una forza d'urto ragguardevole. Ancora oggi tutti i dati epidemiologici dimostrano come il dolore sia diffuso in ogni fascia d'età, con punte massimali negli anziani. La rete assistenziale proposta dalla legge 38/2010, la cui realizzazione è stata avviata già da tempo, si scontra con difficoltà oggettive quasi sempre conseguenza di interessi differenti da quelli dei malati. Valga l'esempio degli scontri fra le differenti specialità della medicina su chi debba assumere la responsabilità della cura di quei pazienti. Le diverse posizioni sono poco conciliabili e spesso cozzano con la logica. Non ho alcuna voglia di addentrarmi in quel tema, che rappresenta una pagina non bellissima della medicina. Ovviamente, come per altre tematiche, la rete di Medicina del Dolore viene differentemente interpretata non sulla base delle necessità dei malati ma sulla base di: efficienza del sistema sanitario regionale (ahimè!!!), rapporti di forza fra le Direzioni Strategiche delle varie ASL regionali, interessi di qualche specifico professionista all'interno delle varie ASL e suo impatto nei confronti delle forze politiche. Da ultimo, ma molto da ultimo, si prendono in esame anche le esigenze dei malati, ma non sempre. Tutto questo ha fatto si che, a distanza di 9 anni dalla promulgazione, le indicazioni della legge 38/2010 sulle reti di Medicina del Dolore siano lungi dall'essere attuate. Essendo io un inguaribile ottimista, però, sono certo che prima o poi anche le reti assistenziali per i poveri malati affetti da dolore saranno realizzate. Spero solo che avrò la possibilità di esserne testimone.

Giustino Varrassi
14 maggio 2019

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