ConvegnoPAVita palliative20180301

Congresso della Pontificia Accademia per la Vita

Il Congresso internazionale della Pontificia Accademia per la Vita "Palliative Care: everywhere and by everyone. Palliative care in every region. Palliative care in every religion or belief" si è svolto a Roma dal 28 febbraio al 1° marzo 2018.

A conclusione dei lavori è stato pubblicato un elenco di 13 raccomandazioni per diffondere una migliore cultura delle cure palliative nel mondo.
Attualmente oltre 40 milioni di persone ogni anno avrebbero bisogno di cure palliative; il dato è destinato a crescere a causa dell'invecchiamento della popolazione, della prevalenza globale delle malattie non trasmissibili e della persistenza di altre malattie croniche e infettive in tutto il mondo*. Nel 2017, l'Accademia ha lanciato un progetto internazionale denominato "PAL-LIFE: Gruppo di lavoro consultivo internazionale sulla diffusione e lo sviluppo delle cure palliative nel mondo", con il quale ha istituito un gruppo di studio ad hoc composto da 13 leader delle cure palliative, selezionati in base alla competenza professionali, all'attività di promozione delle cure palliative, e come rappresentanti di diverse regioni geografiche e background professionali. Qui di seguito, in, breve le raccomandazioni elaborate dal gruppo di lavoro. Il testo completo in più lingue è disponibile online nel sito della Pontificia Accademia per la Vita. Il video del covegno è sul canale YouTube.

Università Tutte le università impegnate nella formazione di operatori sanitari (medici, infermieri, farmacisti, assistenti sociali, cappellani, ecc.) dovrebbero prevedere la formazione di base in cure palliative come corsi universitari obbligatori.
Farmacisti I farmacisti dovrebbero lavorare per fornire meccanismi efficaci per la composizione estemporanea di forme di dosaggio non standard e dovrebbero trovare il modo per renderli disponibili e accessibili per il paziente, specialmente quando non ci sono formulazioni generiche / più economiche disponibili nel paese.
Associazioni e società professionali Le associazioni e le società professionali dovrebbero sostenere il ruolo di promozione e la nazionalizzazione di dichiarazioni e orientamenti politici regionali e globali come la Risoluzione sulle cure palliative dell'OMS del 2014, la Copertura Sanitaria Universale, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e la Dichiarazione sulle Malattie Non-Trasmissibili.
Autorità farmaceutiche La morfina è il farmaco da preferirsi per il controllo del dolore oncologico moderato / severo e dovrebbe essere reso disponibile, specialmente la formulazione orale a rilascio immediato. Altri oppioidi sono utili, ma non dovrebbero sostituire la morfina.
Mass media I mass media dovrebbero essere coinvolti nella creazione di una cultura della consapevolezza intorno alla malattia avanzata e al ruolo delle cure palliative durante tutta la malattia.
Organismi internazionali Gli Stati membri dell'OMS sviluppino politiche e procedure per attuare la risoluzione 67/19 dell'Assemblea Medica Mondiale come parte integrante delle loro strategie per attuare l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, prestando particolare attenzione alle esigenze dei bambini e degli anziani.
Istituzioni religiose e gruppi di spiritualità Leader e organizzazioni religiosi dovrebbero sostenere l'inclusione dell'assistenza spirituale nelle cure palliative a livello locale e nazionale. Dovrebbero assicurare lo sviluppo di assistenti spirituali o cappellani e assicurarne la sostenibilità in tutti i contesti sanitari.
Ospedali e istituzioni sanitarie Ogni ospedale e centro sanitario dovrebbe offrire a costi accessibili i farmaci di base per le cure palliative, in particolare ai farmaci oppiacei come la morfina, inserita nell'elenco dei farmaci essenziali dell'OMS.
Pazienti e Associazioni di pazienti I pazienti sottoposti a cure palliative hanno bisogno di una campagna di alfabetizzazione sanitaria per integrare le cure palliative nei percorsi assistenziali di tutte le malattie gravi o a prognosi infausta.
Operatori sanitari Tutti gli operatori sanitari che praticano le cure palliative dovrebbero ricevere una certificazione adeguata alla propria professione e al grado di coinvolgimento nelle cure palliative, partecipando altresì alla formazione continua per sviluppare le competenze richieste per la certificazione.
Organizzazioni filantropiche e benefiche Gli individui e le organizzazioni che offrono cure palliative devono coinvolgere, educare e promuovere presso le organizzazioni filantropiche e benefiche lo sviluppo e l'implementazione delle cure palliative. Le aree di finanziamento raccomandate dovrebbero includere l'educazione e la formazione in cure palliative di tutti gli operatori sanitari, la revisione delle politiche sanitarie governative per includere le cure palliative, rendere disponibili farmaci antidolorifici, sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di cure palliative, fornire un modello di servizio a domicilio, in ospedale e in hospice.
Altre organizzazioni e associazioni professionali Incoraggiare le organizzazioni per i diritti umani a tenere conto delle dichiarazioni esistenti e ad attuare strategie il cui obiettivo è far progredire lo sviluppo delle cure palliative in tutto il mondo secondo il modello dei diritti umani.

La lettera del Papa ai partecipanti
Questi alcuni punti essenziali della lettera, a firma del Cardinale Parolin, che il Papa ha inviato ai partecipanti del Convegno.
Sulle cure palliative e la terapia del dolore  "già Papa Pio XII aveva legittimato con chiarezza, distinguendola dall'eutanasia, la somministrazione di analgesici per alleviare dolori insopportabili non altrimenti trattabili, anche qualora, nella fase di morte imminente, fossero causa di un accorciamento della vita (cfr Acta Apostolicae Sedis XLIX [1957],129-147). Oggi, dopo molti anni di ricerca, l'accorciamento della vita non è più un effetto collaterale frequente, ma lo stesso interrogativo si ripropone con farmaci nuovi, che agiscono sullo stato di coscienza e rendono possibili diverse forme di sedazione. Il criterio etico non cambia, ma l'impiego di queste procedure richiede sempre un attento discernimento e molta prudenza. Esse sono infatti assai impegnative sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per i curanti: con la sedazione, soprattutto quando protratta e profonda, viene annullata quella dimensione relazionale e comunicativa che abbiamo visto essere cruciale nell'accompagnamento delle cure palliative. Essa risulta quindi sempre almeno in parte insoddisfacente, sicché va considerata come estremo rimedio, dopo aver esaminato e chiarito con attenzione le indicazioni."
Nella Lettera il Papa esorta a continuare la riflessione: "La complessità e la delicatezza dei temi presenti nelle cure palliative chiedono di continuare la riflessione e di diffonderne la pratica per facilitarvi l'accesso: un compito in cui i credenti possono trovare compagni di strada in molte persone di buona volontà. Ed è significativo che in questa prospettiva siano presenti al vostro incontro rappresentanti di diverse religioni e di diverse culture in uno sforzo di approfondimento e in un impegno condiviso. Anche nella formazione degli operatori sanitari, di chi ha responsabilità pubbliche e nell'intera società è importante che questi sforzi siano portati avanti insieme."

*World Health Assembly Resolution WHA 67.19. Strengthening Palliative Care as a Component of Comprehensive Care throughout the Life Course

testo aggiornato il 1° marzo 2018 (Lorenza Saini)



Contatti

Fondazione Paolo Procacci onlus
Via Tacito 7 - 00193 Roma
Email: info@fondazioneprocacci.org