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Effetti della statistica nella medicina

Il 24 dicembre u.s. veniva pubblicato un articolo inerente al rapporto fra l'arresto di circolo e l'uso di antinfiammatori non steroidei, FANS.
Leggiamo ora una sintesi di questo articolo pubblicata online. Incuriositi dai toni allarmistici del comunicato, rispetto ai pericoli da consumo di FANS senza prescrizione medica, siamo risaliti alla fonte, per leggere l'articolo originale e capire meglio.

L'articolo originale, metodologicamente ben fatto, ammette alla fine di avere alcuni bias, per i quali propone anche dei potenziali fattori mitigativi. Ad esempio, evidenzia che nel fare lo studio non si disponeva dei dati di consumo dei farmaci OTC. Chiarisce, però, che in Danimarca esiste solo un FANS OTC. Dallo studio in generale emergerebbe una associazione significativa fra uso di FANS (soprattutto alcuni) e arresto cardiaco. Di fatto, dice lo studio, ben l'11% dei pazienti in cui si è verificato un arresto cardiaco extra-ospedaliero, nell'arco dei 10 anni studiati, usava FANS. Peccato che lo stesso studio non ci dica in che percentuale della popolazione totale danese ci sia stata la stessa modalità di utilizzazione di FANS. Infatti, se questa fosse non significativamente diversa dall'11% renderebbe vano l'intero costrutto scientifico su cui la relazione fra uso di FANS e Arresto Cardiaco Extra-ospedaliero viene sostenuto. Infatti, se l'uso di FANS, con le stesse modalità, nella popolazione generale fosse pari a quello della popolazione studiata si potrebbe evincere che l'uso di FANS non è un fattore influente nella insorgenza di arresto cardio-circolatorio extra ospedaliero.
Ancor più pesanti sono le conseguenze di quanto riferito da DottNet. Dalla lettura di quel report, infatti, sembra emergere che, stando ai dati provenienti dalla Danimarca, la vendita di FANS OTC è potenzialmente pericolosissima (peccato che in quel lavoro non vengono studiati), in quanto associata con arresto cardiocircolatorio extra-ospedaliero in un numero significativo di casi.
In sintesi, sembrerebbe che la lettura più attenta e critica di alcuni lavori scientifici sia sempre consigliabile. Questo e solo questo ci consente di non diffondere allarmismi o falsi miti, e di fare un lavoro decisamente più utile per il benessere dei malati, specialmente di quelli con dolore.
Giustino Varrassi
@giuvarr
16 marzo 2017

Riferimenti DOI articolo commentato: https://doi.org/10.1093/ehjcvp/pvw041



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