Continua la discussione sull'abuso di oppioidi nei malati con dolore

Il tema dell'abuso di oppioidi nei pazienti con dolore, molto caldo negli USA, trova ancora nuove testimonianze e interventi sempre più interessanti. Il punto di vista di Danielle Ofri, comparso su "New York Times - Health" del 13 agosto, merita una grande attenzione.


In modo molto elegante, riporta le sensazioni ed i pensieri profondi di un medico che si trova davanti un paziente che conosce da poco e che chiede la prescrizione di oppioidi. Cosa fare, cosa non fare? Un quesito che merita una attenta valutazione.
Come detto in più occasioni, la situazione degli USA è molto differente da quella italiana. L'interesse nei confronti dell'articolo della Ofri, però, non è limitato alla analisi sensibile ed attenta che fa della "situazione prescrittiva" americana. Va ben oltre, dato che l'autrice suggerisce una delle soluzioni più ovvie: una attenta monitorizzazione dell'uso di farmaci per ogni singolo individuo, sempre nel rispetto delle norme e delle necessità terapeutiche. Lo Stato di New York lo ha fatto. Altri Stati degli US lo dovranno fare, anche per prevenire che i pazienti possano andare nello Stato vicino e ottenere una eguale prescrizione. In Italia potrebbe già essere realtà, e in parte lo è già, ammesso che si dovesse mai raggiungere una condizione nella quale l'abuso di oppioidi fosse davvero un problema per i pazienti con dolore.
Certo stimola alla riflessione che l'articolo della Ofri, pubblicato su uno dei maggiori quotidiani del mondo, sia illustrato con una immagine in tutta evidenza (e non rimovibile) di uno dei più diffusi farmaci oppioidi oggi in commercio. Se fosse per altri prodotti commerciali si potrebbe essere autorizzati a pensare ad una forma di pubblicità occulta.

Giustino Varrassi
18 agosto 2015

varrassiBANNER ridotto 4

Contatti

Fondazione Paolo Procacci onlus
Via Tacito 7 - 00193 Roma
Email: info@fondazioneprocacci.org