Paracetamolo: pro e contro, ma è ancora tra i farmaci di prima scelta

Anche durante le sessioni scientifiche del congresso nazionale di Federdolore-Clinici del Dolore, si è sentito criticare il paracetamolo, in modo molto forte.  Ma non tutti la pensano così.

Si è fatto riferimento a un recente lavoro di meta-analisi che pare metta in luce la non differenza fra questo farmaco e il placebo, nella cura del dolore. Non tutti sembrano d'accordo su questo punto. Per esempio la ricerca effettuata dalla SIMG, Società Italiana di medicina generale) dimostra che per la gestione del dolore cronico in pazienti con artrosi il paracetamolo si conferma sicuro sia sul piano cardiovascolare che su quello gastrointestinale. Questa ricerca è stata effettuata in Italia sull'impatto effettivo di questa molecola in persone artrosiche al di fuori dei rigidi criteri di selezione dei trial clinici, ovvero nel cosiddetto "mondo reale", ed è stata condotta mediante il database "Health Search" selezionando una coorte di circa 37 mila pazienti con osteoartrosi trattati per un decennio, tra il 2002 e il 2012 (per leggere la notizia completa clicca qui)

Non concordano al 100% neanche i clinici che per tutta la loro vita professionale hanno utilizzato questo farmaco, con beneficio dei malati e con grande senso di sicurezza. Il paracetamolo, che lo si voglia o no, è sempre fra i farmaci di prima scelta, in quasi tutte le linee guida che si occupano di dolore. Da questa diatriba, non particolarmente produttiva, forse si uscirà fra molti anni (forse decenni), quando e se si troverà un farmaco capace di garantire la stessa efficacia e lo stesso profilo di sicurezza.

Giustino Varrassi

19 giugno 2015

 

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